Lo sciamano aiuta il leader

Argomenti dell’articolo “Il potere del perdono”:

Ho letto il bellissimo articolo del Dr Roberto Castaldo:
”Il comandante nel buio”


Solitudine e responsabilità del leader

Solitudine, responsabilità e il passaggio da “bravo” a “grande”.
L’imprenditore come il comandante di un sottomarino in acque profonde.
Paragona l’imprenditore alla responsabilità che ha il comandante di un sottomarino per decidere velocemente cosa fare, quando si presenta un problema, per immergere il sottomarino in salvo nel profondo blu ed è solo al comando, li c’è la differenza tra essere bravo ed essere grande.
La consulenza di cui ha bisogno è quella di non essere solo, se fa crescere l’equipaggio.

Io concordo con l’importanza di quell’articolo e aggiungo una mia considerazione. L’imprenditore-comandante che spesso è solo nei momenti fondamentali del suo ruolo, sarebbe più forte e sicuro se avesse il supporto del visionario delle competenze del suo ruolo, come era nelle antiche e sagge culture, dove il capo aveva l’affiancamento dello sciamano che vedeva, per propria capacità, cosa sarebbe successo, per suscitare nel capo sicurezza e coraggio nell’agire.
Lo sciamano aveva la visione che condivideva con il capo che nell’affrontarla oltre alla sua bravura raggiungeva la grandezza.
Le responsabilità del capo sono molteplici e la percezione di essere solo non è piacevole anche se il rischio è parte dell’avventura di saper affrontare i problemi con le competenze del suo ruolo che il capo sa come fare.
Lo sciamano non è un capo, è un visionario, sicuro delle sue percezioni che derivano da saper essere sciamano e ciò che vede e prevede lo comunica al capo.


Lo sciamano come visione e supporto del leader

Il capo non è uno sciamano, i ruoli sono diversi e devono essere diversi, infatti vediamo come in questi momenti terribili di guerra, in Iran, dove il capo della nazione che comanda è anche il capo carismatico spirituale, due ruoli in uno con risultati che non hanno una logica se non l’obbedienza assoluta a convinzioni religiose che non sono messe in dubbio, qualsiasi risultato procurino.
Il capo non deve avere dubbi perché formato dalla consapevolezza dell’esperienza e dalla certezza delle proprie capacità.
Il capo spirituale ha la forza del credo religioso che può anche diventare fanatismo.

Se oggi guardassimo alla saggezza antica che ha formato la storia creando civiltà che hanno prosperato per millenni, perché la storia è una grande scuola e i cicli storici si ripetono, rivedremmo le motivazioni che muovono l’essere umano, sempre incrementate dai vantaggi per chi comanda e danni a chi non ha potere.
Il capo è colui che decide ma ha anche la responsabilità di fare crescere il suo equipaggio perché condivida con lui la visione della rotta per rendere grande l’azione che lui comanda.
Se il capo spirituale, il moderno motivatore è vicino al capo condividerebbe non solo la sua visione ma la formazione di un team grandioso.

 

Per approfondimenti sull’argomenti Leadership:

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