Oggi ho visto il film sulla vita di Ferruccio Lamborghini e mi ha fatto ricordare di avere visto altri film di persone molto importanti in cui c’è un motivo conduttore, praticamente in tutti e mi ha fatto pensare.
Sembra che tutti i grandi imprenditori che hanno iniziato la vita con parecchie difficoltà, spesso addirittura in povertà o nati in famiglie modeste, quindi con nessun aiuto materiale dalla famiglia e quasi sempre nemmeno psicologico, ma che avevano un obiettivo importantissimo, impossibile che volevano realizzare, con la tenacia, l’impegno costante e la focalizzazione unica sull’obiettivo, lo hanno ottenuto.
Spesso sgomitando, contrastati da moltissime persone, i famigliari in primis, che hanno dovuto combattere, senza mai arrendersi ad ogni sorta di difficoltà, criticati, ostacolati anche per la iniziale mancanza di soldi necessari per sviluppare il loro progetto, dedicandogli ogni minuto di tempo, di pensiero, di emozione.
Ci sono riusciti, diventando famosi, guadagnando tanto, creando posti di lavoro, dimostrando a tutti che avevano ragione, non solo, ma dimostrando che i sogni si realizzano adottando la loro strategia che è quella di credere in sé stessi e di dedicare la vita al sogno che li ricompensa realizzandosi.
Strategie vincenti, persone ammirevoli, esempi da seguire siano essi uomini o donne.
Però la domanda che mi sono posta è questa: che prezzo hanno pagato sull’altare del loro successo? Per rispondere a questa domanda occorre conoscere la vita privata di questi grandi vincitori.
La felicità nella vita privata è stata quella a cui non hanno avuto accesso. Spesso incompresi dai genitori, dalla moglie, tanti hanno avuto una vita sentimentale ballerina, non hanno potuto vedere crescere i figli, ai quali hanno regalato tanto materialmente, ma se li sono trovati grandi senza accorgersi della loro crescita.
Il loro successo ha suscitato gelosie e invidie, non tutte le amicizie si sono rivelate sincere, infine si sono trovati ad essere soli, perché il carattere volitivo, spesso rigido, perché determinato, ha creato il vuoto attorno. Questa situazione è abbastanza comune alle grandi storie di successo degli imprenditori, attori, scienziati, anche in epoche diverse.
La sensazione di solitudine è un passaggio dal grande significato psicologico che conoscono le persone destinate a fare grandi scoperte in qualsiasi campo e la psicologia è in grado di darne una spiegazione nelle parole del grande Carl Gustav Jung che diceva:
“La solitudine nasce quando non riusciamo a comunicare ciò che per noi è davvero importante. Fin da bambino ho conosciuto la solitudine. Non perché fossi sempre privo di persone accanto, ma perché sentivo di portare dentro pensieri, intuizioni ed esperienze che gli altri non comprendevano o non volevano comprendere. La solitudine più profonda non nasce dall’assenza degli altri. Nasce dall’impossibilità di comunicare ciò che ci sembra essenziale, dal dare valore a idee che il mondo considera strane, scomode o inammissibili. Quando si vede qualcosa che gli altri ignorano, o si ascolta ciò che gli altri preferiscono non sentire, ci si ritrova inevitabilmente più soli. “
Il mondo ha potuto avere dei grandi vantaggi, di ogni genere, grazie alle azioni di queste persone benemerite, ma il pubblico è crudele, amandole e odiandole, invidiandole e criticandole mentre utilizzano i frutti di quelle intelligenze speciali, inoltre tante piccole persone addirittura godono nel sapere che sono infelici nella vita privata. Perché l’essere umano, nel complesso, può anche essere meschino.
Mi sto domandando è necessario, per avere così tanto sul piano innovativo materiale e immateriale, rinunciare ad altrettanto sul piano affettivo? Sembrerebbe di si.
La mente umana può pensare circa 7 argomenti contemporaneamente, non di più e quando c’è un grande obiettivo da raggiungere quegli argomenti gli sono dedicati.
Quando un sogno è il pensiero costante, tutti i pensieri collaterali riguardano il sogno.
La relazione tra creatività e vita sentimentale è complessa. Alcuni fattori che possono influire sono:
- molte ore dedicate al proprio progetto;
- una forte concentrazione sugli obiettivi;
- la disponibilità a correre rischi economici o professionali;
- interessi molto specifici che possono rendere più difficile trovare persone con cui condividere lo stesso stile di vita.
I casi esistenti sono tanti ma anche diversi, alcuni inventori e scienziati hanno effettivamente sacrificato molto tempo alle loro ricerche, e questo ha reso difficile mantenere relazioni stabili. La dedizione intensa può lasciare poco spazio alla vita privata.
Altri, pochi, hanno avuto matrimoni e famiglie solide, pur continuando a realizzare innovazioni importanti.
Altri ancora hanno attraversato periodi di solitudine alternati a relazioni significative, come accade a molte persone indipendentemente dalla professione.
Alcuni innovatori fortunati hanno trovato partner comprensivi e sostenitori delle loro ambizioni.
Forse c’è da farsi un’altra domanda: quanto una persona sia disposta a bilanciare il proprio progetto con le relazioni?
Non credo che esista una risposta unica, ma ritengo che la più veritiera sia quella che ogni persona sia guidata dai suoi importanti valori che gli producono la più forte sensazione interiore che possa avere e siccome rappresentano la sua identità, sono impossibili da contrastare o non seguire.
Rimane la considerazione che chi inventa o scopre o fa qualcosa di eccezionale per gli altri o per tutta l’umanità sia benemerita o benemerito comunque e che merita il massimo rispetto e gratitudine.
