La vita è sicuramente un viaggio, una avventura, un percorso, una storia.
In qualunque modo la vogliamo considerare è fatta a tappe.
Ciascuno di noi attraversa tappe importanti nella propria evoluzione, scandite anche dagli anni della vita.
Si incomincia con imparare tanto, tantissimo, perché l’essere umano è un virgulto che sta crescendo e tutto intorno a lui è nuovo e non ha alcuna percezione interiore di sé stesso. È curioso ma nello stesso tempo spaventato dalla enormità che lo circonda e che deve essere appresa e dall’apparente vuoto interiore che deve essere riempito.
Le diversità individuali fanno percepire l’apprendimento come una conquista evolutiva o una noia di insofferenti contenuti.
La prima parte della vita è molto complicata e fa emergere le prime difficoltà individuali verso il mondo esterno e i rapporti con gli altri.
Finito l’apprendimento obbligatorio subentra la necessità di metterlo in pratica per aggiungere la necessaria indipendenza e possibilità di scegliere la propria vita.
In questa second fase, per i più curiosi, l’apprendimento continua non in modo obbligatorio, ma seguendo le necessità interiori che sono una spinta a crescere sia in ambito lavorativo sia in qualche modo personale.
In questa fase si toccano molte tappe sia di contenuti da apprendere che attirano, sia di esperienze pratiche e personali che la vita offre o che si vanno a cercare, compresi anche problemi, fallimenti, prove che devono essere superati per continuare a crescere o per individuare cosa veramente interessa nella vita.
Infine, chi ha la fortuna di invecchiare, giunge ad un livello in cui la crescita interiore diventa la protagonista assoluta, l’interesse principale che da un senso alla vita che scorre.
Ciò che all’inizio della vita non interessava, nella terza e quarta età diventa predominante.
L’accumulo degli anni che incide spesso negativamente sul fisico, si rivela invece una piacevole sorpresa mentale ed emozionale, perché fa vedere quello che prima sfuggiva perché assorbiti da ansie e problemi. Quando si riesce a distaccarsi da quanto prima si vedeva con gli occhiali delle ansie, si riesce a vedere il bello dove prima non si vedeva. Si fugge dalle urla, dalla rabbia, dalla competizione, da ciò che rimbomba dentro e fa star male, si fugge dalla gente irrisolta che vive o fa del male è inutile arrabbiarsi o usare male il tempo che è prezioso in cose inutili o dannose.
Chi non partecipa alla propria crescita non vede, come se fosse cieco, ciò che si deve vedere il bene e il male, la bontà e la cattiveria, mentre chi cerca la propria crescita modifica qualcosa per stare bene senza sforzo o fatica quando si è nel proprio destino.
Allora si scopre che gli animali hanno l’anima, che vedono o capiscono quello che noi non vediamo o stentiamo a capire, sono compagni di vita non si devono uccidere per nutrirci, non siamo più nell’età primordiale della clava.
Si vede il bello nelle piccole cose che assumono importanza, il bello anche nelle persone sconosciute, si capiscono argomenti che prima erano estranei e non si vuole sprecare la vita in cose insignificanti, perché il tempo è prezioso.
Quindi le tappe della vita sono così, sono sempre state così e saranno sempre così.
Posso affermarlo essendo arrivata a vivere l’ultima parte della vita e sento profondamente il bisogno di rassicurare, di incoraggiare chi è ancora indietro negli anni che è ancora possibile fare svolte nella vita, possibili sorprese come in tutti i viaggi.
Quello che affermo è che chi è arrivato alla età della saggezza va ascoltato, se ha saputo invecchiare bene restando innamorata o innamorato della vita.
La saggia o il saggio, possono avere il fisico che scricchiola per il grande uso, ma la mente e i sentimenti sono diventati più raffinati, vedono e capiscono di più, sanno già come vanno a finire le cose. È come il regista di un film giallo che conosce la fine.
Perché il mondo può evolvere immensamente sul piano tecnologico, ma le esigenze dell’essere umano sono sempre le stesse, anche la persona più evoluta ricerca la sua felicità.
Le persone che raggiungono l’ultima tappa sono dei tesori viventi e sono da ascoltare, perché nel loro racconto della vita, anche se una sola parola, può essere utile in chi ascolta, perché può ispirare l’apertura della sua porta della saggezza.
