Argomenti dell’articolo “La speranza e la pace per illuminare il buio oltre gli ostacoli”:
La bella immagine delle bandiere che sventolano al vento, vicine e simili nella forma, è l’illusione di uguaglianza di obiettivi e diritti di un mondo che dovrebbe vivere in pace, ma che invece non è così. Eppure, l’epidemia del Covid ci ha chiaramente dimostrato che siamo tutti uniti.
Continua l’unione nella sofferenza delle guerre, attive in tantissimi luoghi del nostro pianeta, come se fosse in atto una terza guerra mondiale combattuta a pezzetti, come hanno detto recentemente i due pontefici.
Questo è quanto sta accadendo ora sul pianeta Terra, ma è solo la punta di un iceberg, perché di problemi paurosi ce ne sono diversi, di cui quattro sono i maggiori:
Le guerre sanguinose che infiammano i rapporti tra vari paesi del mondo.
Il cambiamento climatico, che minaccia tutto il pianeta provocando disastri ambientali, dalla siccità ai nubifragi, dall’aumento delle temperature alla distruzione dei ghiacciai e della vita sotto il mare.
La miseria nei paesi del terzo mondo, che costringe intere popolazioni a migrare, con conseguenze tragiche per i migranti e difficoltà per i paesi ospitanti.
L’aumento della povertà e la crisi della solidarietà sociale, anche nei paesi apparentemente più evoluti, a causa dell’insufficienza di risorse economiche destinate al lavoro, al benessere, alla sanità, alla ricerca e all’istruzione.
Dalla crescita personale al cambiamento sociale
È la prima volta che scrivo di argomenti politici, economici e sociali, temi concreti e tragici, apparentemente lontani dalla crescita personale, dallo sviluppo spirituale e dalla saggezza. Ma proprio per la loro tragicità, sono argomenti da conoscere e contrastare.
Tutto ciò che insegno e tutti gli aiuti personali che fornisco sono un antidoto ai mali del mondo, perché la pace e l’interesse per gli altri partono sempre dalla singola persona. Non si può pretendere la pace nel mondo se dentro di sé si nutrono sentimenti di odio o aggressività.
L’urgenza di un’umanità solidale
Chi ha incarnato con coraggio la voce del contrasto agli orrori mondiali è stato Papa Francesco. Apparentemente inascoltato, ha seminato speranza. Alla sua morte, i potenti della Terra si sono riuniti ai funerali. Chissà se da quell’incontro nascerà il miracolo del dialogo.
Anche il nuovo Papa Leone XIV ha invocato una “pace disarmata e disarmante”, seguendo il solco saggio del predecessore. La necessità di pace, dialogo, comprensione e unità è più evidente che mai, mentre la tecnologia avanza e ci offre nuove possibilità.
Eppure, le immagini dei conflitti attuali – mani tese, corpi senza vita, ospedali distrutti – ci riportano a una crudeltà che sembra medioevale, e sempre a danno dei più poveri e indifesi.
La violenza, il sopruso, la cattiveria sembrano insite in certe culture che restano primitive malgrado le apparenze moderne.
Verso un’era di consapevolezza
L’era dell’Aquario, durata 2000 anni, auspica fratellanza, pace ed evoluzione. Forse queste tragedie sono gli ultimi rigurgiti di un’epoca di orrori.
La speranza è un valore essenziale, lasciato in eredità da Papa Francesco. Insieme alla pace, dev’essere praticata e diffusa dal singolo individuo per diventare un valore collettivo.
Ogni nazione ha le sue piaghe: violenza, egoismo, indifferenza, ma non bisogna arrendersi. È necessario andare all’origine del male, curare la povertà, l’ignoranza e la mancanza di rispetto, riconoscere il valore del lavoro e soddisfare i bisogni primari.
Solo così si può creare una cultura della solidarietà, con gli stessi principi che si usano in una famiglia.
Questi valori non sono utopie, ma erano alla base delle civiltà antiche, dove nessuno veniva lasciato indietro. È tempo di recuperare quella saggezza collettiva, perché la speranza e la pace possano finalmente illuminare il buio oltre gli ostacoli.
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