Il Cambiamento

La realtà è il cambiamento.

Da qualche tempo il cambiamento è annunciato, in modo particolare da quando è iniziata la crisi finanziaria/politica mondiale che ha fatto capire che non è più possibile considerare come lo stile di vita non sia compromesso dalla situazione generale. È passato un uragano nei cieli di tutto il mondo facendo danni e distruzioni.

Ma proprio come nelle terre alluvionate o terremotate, come scompare l’emergenza c’è la ricostruzione con criteri diversi perché non si ripeta il disastro in caso di nuova furia della natura.

Anche nella vita dell’uomo non è da considerare la crisi come un’immane catastrofe, ma come la possibilità di eliminare tutto ciò che non è più appropriato per iniziare a costruire una nuova cultura, una nuova vita molto più adatta alle necessità del genere umano oggi in vita.

Se i cambiamenti necessari non sono fatti a poco a poco, è inevitabile che capiti l’evento grave che fa fare il cambiamento di botto per ripulire e poter ricominciare.

Sono millenni che l’uomo evolve, anche la sua massa cerebrale è in aumento, che rende l’uomo sempre più intelligente. L’uomo deve essere capace a costruirsi la vita adeguata al suo nuovo numero moltiplicato a dismisura. Deve poter alimentarsi e vivere sano, progredire nella cultura e nella conservazione della terra in cui vive, deve tenere ben presente che in pochi anni la popolazione mondiale è diventata enorme e continua a crescere velocemente, perciò ha bisogno di conservare risorse, produrre risorse, progettare un nuovo stile di vita. Tutto avviene velocemente, sembra che qualsiasi situazione stia lievitando, di questo è necessario essere ben consapevoli.

Ciò premesso il cambiamento non è una disgrazia, lo sembra alle persone rigide che non vogliono o non sanno cambiare, la loro mentalità da soprammobile è sopraffatta dal pensiero di cambiare.

Chi è mentalmente elastico, consapevole e allineato con quanto avviene intorno a lui, favorisce il cambiamento, lo vive addirittura con entusiasmo e attiva il pensiero creativo per trovare nuove soluzioni.

Cambiamento come rinnovamento, allora il passato è una lezione compresa sulla quale costruire il futuro, significa andare oltre.

Ogni giorno noi facciamo questo passaggio: ieri – oggi – domani.

Ogni giorno muore qualche grande persona e qualche brutta persona, la natura umana si bilancia tra il bello e il brutto, il buono e il cattivo, il caldo e il freddo, il giorno e la notte. Così è la vita.

Si evince che lamentarsi non serve a nulla, anzi il lamento trattiene la persona che si lamenta nella parte negativa del tutto, invece l’energia scorre, come l’acqua, il vento, la vita. L’energia non può essere fermata perché creerebbe il caos.

Allora la morale è osservare, ascoltare, comprendere, agire, avere acutezza sensoriale o apprenderla perché è indispensabile per guidare la propria vita o anche quella degli altri se si acquisisce la responsabilità da Leader. La vita quindi è un viaggio da vivere con l’entusiasmo e la curiosità del viaggiatore e allora il cambiamento è il benvenuto.

La scelta del significato da dare alla parola cambiamento è legata alla persona che la pronuncia.

La vita è basata sui cambiamenti e chi non li accetta è rigido e rischia di isolarsi.

La vita umana è evoluta per opera dei cambiamenti che se non ci fossero stati, saremmo ancora all’epoca preistorica.

Malgrado gli aspetti negativi che si accompagnano al cambiamento, è comunque necessario ed è inutile e dannoso non accettarlo.

Non bisogna avere paura del cambiamento, perché porta sempre con sé qualcosa di positivo che deve essere scoperto anche se è nascosto dietro a ciò che appare negativo.

Cinquanta anni fa la vita era molto diversa, non avevamo tecnologie, non esistevano le crociere di massa, nemmeno i cellulari, non c’erano le separazioni e i divorzi e le persone trovavano lavoro e non lo cambiavano mai perché restare nello stesso posto di lavoro per tutta la vita lavorativa era l’aspirazione e segnale di correttezza.

Così quando qualcosa di traumatico avviene, passato lo shock iniziale si mette in moto una macchina che era inutilmente ferma e si va verso il necessario che era in attesa.

Così si sono verificati terremoti, maremoti, incendi, crolli, alluvioni. La natura ha così dimostrato violentemente la sua forza e la sua reazione se, nel suo cammino l’uomo ha messo ostacoli o non l’ha rispettata. Anche nella vita delle persone possono essersi verificati eventi imprevisti.

Questo anno, dobbiamo considerare il ritorno di Urano su sé stesso una catastrofe? Se ci fermiamo al primo approccio fisico sembrerebbe di si, ma nulla avviene a caso.

Gli avvenimenti producono sempre delle conseguenze che obbligano ad affrontare quello che non è mai stato fatto o è venuto il tempo di smuovere l’immobilità o la pigrizia o la burocrazia o la mancanza di coraggio per andare verso il nuovo, come rimedio necessario, ma che gli era impedito di arrivare.

Il cambiamento è una fase importante nella vita di ogni persona, come nel mondo, nel grande come nel piccolo e non si può fermare perché è inevitabile come l’evoluzione della vita dell’uomo da neonato a persona adulta come effetto del cambiamento.

Il cambiamento è una parola dinamica, annunciatrice del nuovo ma anche dell’inesplorato, del mistero.

Il cambiamento elimina ciò che non è più funzionale, aiuta a non avere attaccamenti e secondo la teoria cinese del Feng Shui, bisognerebbe cambiare spesso, dalla disposizione dei mobili alle cose che non si usano, perché il cambiamento muove l’energia stagnante e attira nuova energia, nuove esperienze, nuova vita.

Il cambiamento avvia finalmente la crescita dell’autostima e l’autostima non ha paura del cambiamento, perché è capace di affrontarlo per andare oltre, dove indica la vita.

Il cambiamento può essere tanto o poco, ma sempre scompone una cristallizzazione, uno schema, una abitudine o qualcosa di simile.

In astrologia, il pianeta che provoca il cambiamento è Urano, l’imprevedibile, l’improvviso, lo sconvolgente, quello che governa l’elettricità, la tecnologia.

In politica questa parola è usata moltissimo per promettere qualcosa che poi rimane nel vago, mentre nella scienza tutti i cambiamenti che sono stati studiati o fatti, hanno significato progresso, evoluzione, scoperte che hanno cambiato il mondo.

Ora è tutto diverso, la durata dei matrimoni è molto breve, esistono le convivenze che non legano, la tecnologia ha portato la globalizzazione delle informazioni, cambiare lavoro significa avere il merito di fare molte esperienze e creare un curriculum appetitoso, in negativo purtroppo sono lievitate in modo pauroso le dipendenze, anche nella forma nuova come dipendenza da ogni tipo di abitudine, come dal cellulare, computer ecc.

Per alcune persone è una parola che fa paura perché allontana da ciò che è noto, per bello o brutto che sia, per andare nell’ignoto che è percepito pauroso.

Per altre persone è una parola attraente perché annunciatrice di avventura e magari divertimento nel nuovo che verrà.

Per altri ancora è una parola che sentono lontana, perché il cambiamento lo percepiscono all’esterno, per gli altri, non si sentono coinvolti.

Per quanto riguarda la vita delle persone ciascuno sta affrontando qualcosa o ha finalmente realizzato che è venuta l’ora di rimuovere grossi ostacoli o piccoli ostacoli insidiosi che si frappongono nel proseguire la vita nel suo naturale cammino che deve essere libero, deve fluire verso qualcosa che ha significato per ogni persona.

Quello che sta succedendo nel mondo dimostra questa evidenza.

Questo anno 2018, Urano è tornato su sé stesso dopo 84 anni, è un pianeta lento nel suo ciclo, ma velocissimo negli effetti che produce. È entrato nel segno del Toro il 18 maggio e ci rimarrà per parecchi anni.

Questo atteggiamento è naturale per la propria autostima, nessuno deve delegare la propria vita ad altri e a nessuno è dato di fare cambiare qualcun altro.

Quindi il cambiamento è un avvenimento che ha una importanza molto profonda e più profonda è più è importante soprattutto dal punto di vista emotivo o psicologico. Tutto quello che accade necessita di una domanda fondamentale, cosa significa per me? Di cosa ha bisogno la mia vita? Sono una persona felice? Da quanto tempo sto rimandando o tergiversando su cambiare delle abitudini che sono comode ma mi danneggiano? Posso decidermi ad agire prima che diventi troppo tardi o non possa più farlo? Cosa devo capire? Sono domande fondamentali che ogni persona ha il dovere di porsi perché abbia il controllo e la responsabilità della propria vita.

Se questo è inevitabilmente accettato, come è accettato il cambiamento delle stagioni che si muovono come si muove il tempo in modo impercettibile, ma continuo e inesorabile, non è altrettanto scontato accettare il cambiamento che capita non in modo prevedibile, ma sporadico o improvviso come qualcosa che a un certo punto arriva, può avere dei segnali anticipatori che lo preannunciano, ma può capitare all’improvviso, inaspettato, come un fulmine a ciel sereno.

Sotto la sua influenza accadono avvenimenti anche catastrofici che sono visibili ovunque nel mondo, ma interessano anche la singola persona negli avvenimenti della sua vita. Perché siamo tutti connessi e allora cosa dobbiamo fare? Accettare e favorire il cambiamento che inevitabilmente porta con se un nuovo futuro e il nostro compito è di condurre il cambiamento dove la nostra vita presenta un significato positivo, che c’è sempre se noi ci rendiamo conto di averne veramente bisogno e non è mai niente di superficiale, ma è profondo, intimo e finalmente viene alla luce perché l’uomo abbia il coraggio di guidare la propria vita verso ciò che veramente conta, l’equilibrio, l’armonia, la saggezza, allora possiamo chiamare tutto questo felicità?