Risveglia l’Eroe in te, Designa l’Eccellenza Umana

Il lavoro che faremo è per ritrovare l’eroicità dell’uomo dentro di noi, si avvale della fisicità del luogo dove lavoriamo che ci aiuta a essere connessi con la natura che ci circonda che compone il posto: il suo colore, la forza della sua terra, la continuità della sua brezza e la solidità della sua storia.

Noi possiamo in tal modo acuire la nostra acutezza sensoriale, perché i sensi sono continuamente esaltati dalla potenza dell’isola.

Saper sviluppare l’acutezza sensoriale, è un atto intelligente, affina le percezioni, tutto diventa sotto controllo, aumenta il piacere di vivere e contemporaneamente aumenta la capacità di sapersi distaccare dalle emozioni, per saper vedere o ascoltare o percepire le informazioni, vale a dire saperle cogliere e anche saperle trasmettere.

L’acutezza sensoriale inoltre, permette di rilevare le incongruenze tra ciò che è vero e ciò che non lo è nel racconto degli altri, permette anche di sviluppare rapporti di grande fiducia, di stima ed anche di gratitudine per l’apprendimento nei confronti degli altri.

L’acutezza sensoriale consente di aumentare le percezioni per avere più consapevolezza, più conoscenza.

La conoscenza viene dall’interno e le persone hanno bisogno di sapere chi sono e in che modo appartengono al mondo, cosa possono fare per “sentirsi” di avere una loro identità, in che modo possono contribuire a costruire un mondo nuovo come formichine operose e utili.

E’ tanto importante conoscere l’armonia del corpo per avere un equilibrio fisico, ed è altrettanto importante conoscere l’equilibrio dei propri pensieri che donano la saggezza, le sensazioni di pace e d’armonia.

E’ importante conoscere l’armonia delle grandi emozioni per il piacere speciale ed essere capaci di saperle provare, perché con il loro contributo si può condurre una vita molto intrigante che a sua volta genera una spirale emotiva evolutiva, che aiuta a generare ulteriormente grandi emozioni che stupiscono, stordiscono e fanno assaporare la vita anche nei momenti quieti o tristi, ma essi preparano ulteriori emozioni.

Un ulteriore passo avanti è percepire l’armonia dell’invisibile, di come si regge il cosmo e di come l’uomo possa imparare a vivere in pace con quanto lo circonda.

La prima cosa da fare è guardarsi attorno e “sentire” l’energia.

Capire che tutto deve fluire liscio e calmo come un fiume o apparire armonioso come un cielo limpido in un giorno di sole.

L’uomo poi, attraverso questi input percettivi, perfeziona il suo modo d’essere e di vivere la propria vita, come se fosse un’opera d’arte.

L’arte è un grandissimo scenario ed una splendida scuola.

La Natura è un’opera d’arte, ci insegna molte cose con la sua abbondanza e armonia che osservandola, diventa per noi una gran lezione data da un’insegnante speciale.

Esaminiamo ora un altro tipo di comunicazione, quella con noi stessi, focalizzandoci sul modo con il quale ci parliamo.

Anche nella comunicazione interna esistono sottomodalità culturali, vale a dire diversi livelli di formulazione del nostro pensiero, che possiamo considerare come una gabbia invisibile entro la quale sta l’uomo. Le vibrazioni comunicative sono verticali, orizzontali, trasversali, multimediali rispetto al resto del mondo e a noi stessi e formano una gabbia fatta di raggi dritti, sbiechi, piani che avvolgono l’uomo.

Ogni raggio o linea o vibrazione comunica con l’uomo ed è anche la possibilità dell’uomo di connettersi con l’esterno, ma l’uomo va oltre quella linea, va oltre le sue normali percezioni, come se entrasse nel mito, in quel mondo un tempo popolato da divinità, eroi, uomini.

Secondo la Mitologia, il mito dell’Eroe è quello che sta nel mezzo tra la divinità e l’uomo. Egli nasce divino, si umanizza e spende tutta la sua vita per combattere nemici sempre spaventosi, per ricevere alla fine il premio divino dell’immortalità.

L’Eroe è il simbolo del coraggio, dell’accettazione delle sfide, della vittoria sulle paure, della sopportazione delle fatiche, rappresenta il periodo della vita in cui si ha l’energia per sopportare sforzi, si usa la forza fisica e si guardano gli dei come se fossero molto in alto, temuti perché distanti.

Nel nostro patrimonio genetico c’è la conoscenza della Mitologia e i miti che riguardano parecchie divinità sono arrivati ai giorni nostri attraverso l’Astrologia interprete del significato dei pianeti col nome di divinità Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone, oltre al Sole e alla Luna preziosi luminari, nella mappa astrale d’ogni persona.

Questa considerazione mitologia non è cambiata nel tempo, fa parte del cammino di crescita verso una maggiore saggezza per l’acuta percezione degli avvenimenti, così oggi invece di parlare d’Eroi, pensiamo ai Leader, moderni shamani, che non risolvono con la forza fisica il loro rapporto con il coraggio, ma utilizzano una diversa prospettiva più alta di livello che è il dominio della forza mentale.

Noi usiamo il dialogo interno per comunicarci qualsiasi cosa che provenga dai nostri pensieri anche più profondi. Essi originano da una lunga storia che è patrimonio del nostro DNA e si perde nella notte dei tempi.

Noi siamo un popolo che vive entro il Mar Mediterraneo che, come un gran lago lambisce tante terre e, se in passato erano nemiche, hanno anche condiviso una cultura mitologica che sembra nascere tra le onde di questo mare azzurro.

Penso che ancora oggi ci siano dei legami con quel passato, con quella cultura di cui troviamo traccia nei nostri pensieri.

Gli antichi miti possono avere nuove connessioni, perché nell’animo umano trovano dimora sempre le stesse ambizioni, emozioni, sentimenti belli o brutti, paure, ansie che sono espresse in modo nuovo, ma d’origine antica.

Il mondo, nel suo significato archetipo, è sempre lo stesso dentro all’uomo, cambiano i nomi, le energie, i vestiti, le case, ma nell’uomo c’è sempre la figura di un Eroe addormentato che è capace di risvegliarsi.

Ciò che voglio esprimere è che nell’Eroe è raffigurata la storia dell’uomo che cerca se stesso.

Parte dalla nascita divina in quanto il neonato è perfetto, racchiude in sé ancora inespresso tutto il suo patrimonio intellettivo, emotivo, psichico, ha il libero arbitrio delle scelte, incontra l’inferno delle prove che lo fanno crescere e con l’acquisizione della saggezza, dell’equilibrio, perde le paure, compreso quella della morte ed è come avere il dono dell’immortalità.

I vari mostri sono le paure dell’uomo. L’Ade è la cattiveria di cui l’uomo è permeato e che si frappone alla sua bontà, poi conosce l’Amore che trasforma e che provoca la percezione d’onnipotenza.

Quest’argomento che ha radici nella cultura che abbiamo appreso nella scuola dell’obbligo, ho voluto sperimentarlo in concreto in un seminario nel quale si vuole costruire la sensazione stabile d’onnipotenza interiore alla quale corrisponde una forma plastica di bellezza che si raffinerà nel tempo, in armonia con la voce che incoraggerà a protrarre questo risultato e a conservarlo nel tempo, per sentirsi un Eroe, una personalità raffinata ed artistica.

La versione americana da cui ho tratto lo spunto per questa teoria, è chiamata “Designare l’eccellenza umana”. In quel caso s’intende designare un Robot, eccellente nella sua performance e nell’interazione con l’esterno.

Tutto è mediato dalle percezioni e dalle sinestesie che si avviano inevitabilmente mettendo in contatto un Sistema Sensoriale con un altro, vale a dire una percezione sensoriale con un’altra.

In pratica vuol sostenere che immaginando di vedere il proprio potere interiore, si sentono anche le parole e il tutto provoca una sensazione, oppure percependo la sensazione eroica dell’onnipotenza, ci sono parole che la enfatizzano e le sono connesse che provocano la visione del personaggio che rappresenta questo potere.

In tal modo si forma una griglia di percezioni attorno all’uomo, come un mappamondo, e l’uomo percepisce dentro e fuori di sé in tre dimensioni.

É un concetto questo molto tecnico e pieno d’immaginazione, caratteristica della tecnologia avanzata dell’uomo computer tipicamente di San Francisco da dove proviene il Design Human Engeneering.

Quanto intendo sviluppare nella formazione italiana è l’aspetto divino dell’uomo dentro e fuori di lui, come il cammino di Ercole, l’Eroe, figlio di Giove che si conquistò il suo posto tra gli dei, la sua divinità attraverso le sue fatiche, le sue vittorie.

Le fatiche sono i problemi che l’uomo deve affrontare in modo particolare dentro di sé, nel suo cammino evolutivo.

L’eccellenza umana è concepita come un obiettivo che si raggiunge attraverso il significato delle conquiste della vita.

Il cammino interiore dell’uomo sul quale incontra e affronta i pericoli e ne esce vincitore, lo rende proprio come una divinità che tutto può e tutto conosce.

Quest’interpretazione amplia il Design Human Engeneering americano, perché consente di fare esercitazioni sulle percezioni dell’immaginario, per la crescita personale nel ricordo della cultura e sviluppa creativamente la spontaneità.

I miti sono molto utili per sbloccare le situazioni di stallo, d’insoddisfazione in cui si trovano le persone, sia uomini che donne, dopo avere fatto esperienze dolorose nelle relazioni interpersonali che hanno minato la loro auto considerazione e auto stima, come se avessero perso il contatto con la loro sacralità.

Sono situazioni molto comuni e diffuse, perché come ben sappiamo gli esseri umani imparano a vivere per tentativi ed errori o non imparano per nulla, commettendone sempre oppure si chiudono come ricci, delusi e sfiduciati.

Queste rinunce rappresentano un gran peccato, perché le risorse per risorgere e ricominciare sono nell’uomo, nel suo patrimonio antichissimo che può recuperare comprendendo i miti da cui proveniamo, addirittura risalendo alla storia della terra, del cielo, dell’origine della specie.

Questo modo di pensare e di affrontare le situazioni della vita è un eccellenza, perché come ho spesso detto, questa saggezza rappresenta la volontà di trovare soluzioni e non si arrende mai di fronte a qualsiasi problema, che è solita considerarlo un’opportunità, sa volgere sempre in positivo ogni ostacolo che è superato in modo creativo e noi italiani siamo noti dai secoli dei secoli come il popolo creativo per eccellenza.