saggezza del coach, Primo piandi di Laura Cuttica Talice

L’esperienza e la saggezza al servizio del coaching

L’esperienza e la saggezza del coach

Lo scopo di questo articolo è quello di rimarcare l’importanza delle capacità del coach non tecniche, perché quelle sono curate dalla scuola che ha fatto, ma delle capacità recondite che sviluppa nel corso della sua vita per mezzo delle esperienze che accumula se attratta o attratto da una spinta interiore verso esperienze che sono più immateriali e profonde. Meglio ancora se incontra un maestro, capace di risvegliare quella potente magia interiore nascosta.
La magia è il risveglio di un antico potenziale che attende di essere riconosciuto e utilizzato per dare serenità ed equilibrio all’anima.

Queste esperienze sono fondamentali per comprendere la vita nei suoi misteri, che si presentano in varie forme, spessissimo dolorosi, ma dietro la facciata del dolore c’è il vero significato dell’esperienza. La crescita dà la capacità di saper cogliere il potere positivo di quanto accade, anche se nascosto.

I maestri e la visione profonda della vita

Mi permetto di affermare ciò che dico per la lunga vita che sto vivendo e per l’opportunità di avere incontrato alcuni Maestri che mi hanno insegnato tanto risvegliandomi verso il mio destino.
Per mezzo della loro saggezza ho trovato la mia che mi sta portando ad insegnare agli altri quello che mi hanno fatto capire che è molto importante nella vita.

Il Maestro che ho seguito di più è stato quello che mi ha introdotto ai significati più importanti della cultura nativa, che non è scritta sui libri, ma è tramandata tramite l’esperienza verbale e fisica, che alla fine porta alla visione della vita, quella che poi in tempi moderni è stata studiata dalla fisica quantistica. Gli shamani nativi avevano già quella conoscenza da 10.000 anni.

Esperienza, abbondanza e flusso

Ciò che rende bella la vita è l’esperienza che ci fa vedere o ascoltare chiaramente ciò che è importante, ciò che ci serve, dove abbiamo la nostra abbondanza, dove è il flusso della nostra vita.

Cosa significano queste parole?
L’esperienza è la sommatoria di tutto quello che abbiamo imparato vivendo o che abbiamo capito della vita e poi veramente di noi stessi, che siamo i protagonisti della nostra storia.
La saggezza è la capacità di realizzare e usare quanta abbondanza abbiamo. L’abbondanza è la capacità di ristrutturare le situazioni e trovare facilmente soluzioni. Il flusso è la manifestazione di ciò che facciamo nel mondo ed è una manifestazione personale, che nasce dalla pratica dell’abbondanza.

Il coaching come modo di vivere

Essere focalizzati e ricontestualizzare le situazioni sono due pratiche utili per fare coaching, e il coaching è anche un modo di vivere, perché è la modalità mentale ottimale con la quale si raggiungono i propri obiettivi.
Il coaching è un servizio per gli altri, ma imparando a fare questo servizio si ottiene un grande vantaggio personale, perché si assume la personalità del ristrutturatore, colui che cerca sempre una soluzione.

La saggezza del coach permette di essere sempre focalizzati sul cliente, facilitando il passaggio naturale tra storie di vita molto diverse. Il coach ascolta ed elabora mentre il cliente parla perché è presente, testimone e portatore di abbondanza.

Abbondanza, giudizio e consapevolezza

Devo dire che l’esperienza, la saggezza e l’abbondanza sono stati grandi insegnamenti ricevuti da maestri saggi, in particolare da uno sciamano nativo che ha parlato tanto al mio cuore quanto alla mia mente.
Mi ha insegnato che ogni essere umano è un essere di luce che non sa di esserlo. La pazienza e i piccoli passi dell’integrazione del suo insegnamento mi hanno portato a scoprirlo.

L’abbondanza è interiore, immateriale, è l’espansione nel presente di ciò che possiamo fare senza fatica. È un dono dell’Universo che va usato.
Se critico, mi lamento e raccolgo negatività, entro nella scarsità e divento infelice. Sospendere giudizio e critica è fondamentale perché bloccano l’energia vitale.
Un modo per diventare saggi è avere l’abitudine di scrivere, perché ciò che è scritto rimane. Scrivere ciò che si è capito di sé stessi permette di riconoscere la propria progressione, aumentando sicurezza e consapevolezza.

La maggior parte delle persone vive nella scarsità perché teme il giudizio. Accettandoci per ciò che siamo permettiamo anche agli altri di fare il loro viaggio.
La sincronicità insegna a leggere ciò che accade e a mettere attenzione su ciò che ci restituisce consapevolezza del nostro potere.

Vedi anche le pagine:

• Life Coaching
• Scuola di Coaching
• Follia e saggezza
• I sentieri dova cammina la saggezza
• La medicina del coach

Per maggiori approfondimenti sul tema ti invito a leggere i miei libri:

• Una Vita Ispirata
• La Strada delle Merviglie
• La vita è come un fiume

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