Argomenti dell’articolo “Il potere del perdono”:
Credo che a tutti sia capitato di ricevere scortesie, torti, villanie, ingiustizie o inganni nel corso della vita, per i motivi più disparati e da persone diversissime.
L’esito di queste inqualificabili situazioni è un brutto sentimento che va dalla delusione alla rabbia, dalla tristezza all’odio e a volte al potente desiderio di vendetta.
I rapporti umani molto spesso non sono idilliaci, positivi, veritieri, onesti, confidenti o sinceri, con il risultato di lasciare uno strascico di negatività, una scia come quella che lasciano le lumache quando camminano.
Il lavoro che faccio mi ha messo spesso di fronte a persone che stanno male perché tormentate da sentimenti negativi nei confronti di altre persone, che spesso sono stretti familiari: madre, padre, fratelli, sorelle, nonni e zii.
Storie di rancore e sofferenza
Racconto qualche storia a prova di quanto ho scritto.
Una signora di mezza età ha una sorella e una mamma di 102 anni. Le odia entrambe e sono anni che non le vede perché ritiene di aver subito un torto nella suddivisione patrimoniale fatta anni prima, con madre e sorella d’accordo contro di lei. È molto arrabbiata e si sente male al pensiero di incontrarle o anche solo di scrivere o telefonare. Vive con un vero peso sullo stomaco che le impedisce di affrontarle. Odio continuo verso madre e sorella.
Altro caso: una signora di 102 anni in preda a forti ansie dovute al continuo rimuginare sui torti subiti molti anni prima da familiari e amici. Piange perché ritiene di aver ricevuto solo ingiustizie, odia il mondo e sente che morirà disperata.
Un’altra storia: una donna sui 40 anni, nata indesiderata dalla madre e ignorata dal padre. In adolescenza subisce un incidente che le provoca una lesione a un braccio, curata male e senza attenzione alla riabilitazione. Ha avuto una vita affettiva sfortunata e una figlia ribelle, poi finita in comunità. La sua autostima è inesistente e il rapporto con sé stessa è molto difficile. Per tutto ciò che le è accaduto ritiene di non valere. È arrabbiata con sé stessa.
Avrei molti altri casi da raccontare, ma il filo conduttore è spesso la mancanza di amore verso gli altri o verso sé stessi, insieme alla convinzione di aver bisogno dell’approvazione e del sostegno altrui. Non avendo trovato questo sostegno, non hanno cercato in sé il valore dell’indipendenza e dell’autostima. Sono rimasti immersi in un alone di negatività che ha prosciugato le loro energie e la visione della vita.
La forza trasformativa del perdono
Il mio lavoro è volto a spiegare come ogni persona sia responsabile della propria vita e debba sviluppare l’indipendenza necessaria per consolarsi, amarsi e proteggersi. Chi ha sbagliato spesso non aveva capacità diverse da quelle che ha dimostrato. Occorre quindi ridimensionare quella figura e perdonare, perché la capacità di perdonare dona un’impensabile libertà e forza interiore.
Mi riferisco ai rancori legati a dissapori familiari, molto comuni. Diversa è la situazione nei casi di violenze e abusi subiti, purtroppo non rari, in cui la vittima merita un’attenzione e un aiuto profondi per poter allontanare il ricordo e tornare a vivere. In questi casi spesso la vittima si sente erroneamente in colpa e perdonarsi per questo ingiusto sentimento verso sé stessi è fondamentale.
Anche io ho affrontato il rapporto con me stessa. Il primo passo è stato, come per molte persone che scelgono di studiare psicologia, il desiderio di comprendere sé stessi e l’animo umano, per non giudicare secondo la massima del Vangelo: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
Nel mio percorso ho imparato che siamo esseri di luce e che questa luce è presente in tutti, da ritrovare anche attraverso la psicoterapia. Chi perdona è illuminato e scaldato dalla propria luce e vive la vita in modo completamente diverso. La ristrutturazione e la trasformazione della negatività sciolgono i blocchi emotivi e la vita inizia a scorrere senza intoppi.
Il perdono porta con sé una forza positiva impensabile, piena di energia e di una sensazione di libertà senza confini.
Il mio desiderio è che da questo scritto, nel quale molti possono riconoscersi, passi il messaggio che dalla negatività si può uscire, trovando il grande sollievo di cui tutti abbiamo bisogno.
