Flessibilità e agilità: l’arte di rimbalzare

Oggigiorno, uno dei focus principali nella professione del coaching è l’importanza della flessibilità o meglio, quella cosa che talvolta viene chiamata agilità della Leadership.

Per i coach che cercano di attrarre nuovi clienti sia in grandi aziende, piccole aziende ed imprenditori, questa è la chiave del contesto coaching. Tutto il coaching è life coaching e apprendimento per essere flessibili, richiede attitudine positiva, intelligenza emotiva e flessibilità quando il tragitto diventa difficile.

Come noi rispondiamo ai fallimenti e rimbalziamo sui nostri errori può fare o distruggere la nostra carriera.

Prendiamo l’esempio di due laureati MBA che sono stati licenziati dalla loro posizione a causa della crisi. Entrambi furono sconvolti. Essere licenziati provocò sentimenti di tristezza, indecisione e ansietà per il futuro. Per uno, l’umore fu transitorio. Entro due settimane egli diceva a se stesso “non è colpa mia, è dell’economia. Io sono capace in quello che faccio e c’è un mercato per le mie competenze.  Egli aggiornò il suo curriculum e, dopo molti tentativi falliti, finalmente trovò una posizione.

L’altro l’umore fu di cadere nell’essere senza speranza. Egli si lamentava “sono stato licenziato perché non posso lavorare bene sotto pressione” ”non sono stato licenziato per i soldi; l’economia ci metterà anni per salvarsi.” Anche dopo che il mercato si sarà ripreso, egli sarà riluttante a fare domande per il posto per paura di essere rifiutato.

Come queste due persone affrontano l’insuccesso, illustrano i due opposti della situazione.

OTTIMISMO e AGILITA’

Ricerche hanno dimostrato che le persone che sono naturalmente flessibili hanno uno stile ottimistico che gli fa trasformare le avversità in termini ottimistici per evitare di cadere nella depressione.

Quelli che rifiutano di arrendersi abitualmente interpretano l’impedimento come temporaneo, circoscritto e modificabile:

  • Il problema lo risolverò velocemente…
  • E’ solamente una situazione…
  • Posso fare qualcosa per questo…

Al contrario, le persone che hanno un indicativo stile pessimistico, pensano abitualmente che gli ostacoli siano definitivi, generalizzati e immodificabili:

  • Le cose non possono essere differenti…
  • Questo capita sempre a me…
  • Non posso cambiare le cose, non importa come…

Il professor Martin P. Selingman insegnate di psicologia dell’Università della Pennsylvania, crede che la maggior parte delle persone possa essere immunizzata contro l’abitudine di pensare in negativoche può arrendersi dopo un fallimento.

Infatti 30 anni di ricerche suggeriscono che noi possiamo imparare ad essere ottimisti e flessibili spesso cambiando il nostro stile rappresentativo.

IMPARARE DAGLI ERRORI

Molti managers hanno imparato a ristrutturare la loro battuta di arresto dicendosi“ Non ci sono errori, solo opportunità di apprendimento” ed è un grande pensiero.

Nella pratica, però, le loro aziende spesso continuano a considerare i fallimenti in una luce negativa.

Siamo anche non abituati ad utilizzare i termini prova ed errore come cosa succederebbe se venisse visto come prova e successo attraverso l’apprendimento.

Parte dei nostri problemi sono nascosti nella nostra naturale tendenza a lamentarci. Noi percepiamo e reagiamo ai fallimenti in modo inappropriato, mettendo energia nell’assegnare o evitare responsabilità.

Nel 1930, lo psicologo Saul Rosenzweig propose tre grosse categorie di personalità per come noi esprimiamo rabbia e frustrazione:

  1. Extrapunitiva. Sottomessa al giudizio negativo degli altri.
  2. Impunitiva: Negare che il fallimento è avvenuto per una propria colpa.
  3. Intrapunitiva. Giudica se stesso molto duramente ed immagina fallimenti dove non ci sono.

Le risposte extrapunitive sono comuni nel mondo del business. Fortunatamente, i managers a tutti i livelli organizzativi possono correggere le loro risposte sbagliate all’insuccesso.

I consulenti manageriali Ben Dattner e Robert Hogan suggeriscono tre steps di grande effetto nel loro libro” Puoi gestire i fallimenti?” (Harvard Business Review, Aprile 2011).

1) Coltiva l’Autoconsapevolezza

Prima di tutto identifica quale dei tre stili di colpevolezza usi. Cerchi di incolpare gli altri? Neghi la responsabilità? Incolpi te stesso?

Inoltre, fai un test di autovalutazione per sviluppare il tuo punto di vista o il tuo stile di comunicazione?

Due strumenti noti di valutazione sono Myers-Briggs Indicatore del Tipo e I grandi cinque Test di Personalità (si trovano online in una versione gratis: www.personal.psu.edu/j5j/IPIP/ipipneo120.htm)

Un altro è una semplice e breve valutazione che porta a una forte relazione tra i punti di forza e quelli di debolezza (http://www.peoplemapsystems.com). Infine lavorare come coach o mentor per aumentare il tuo livello di auto-consapevolezza.

2) Coltiva la Consapevolezza Politica. Poichè l’auto-consapevolezza ti aiuta a capire il messaggio che tu stai mandando e quello che gli altri stanno ricevendo. Esige che tu conosca come la tua organizzazione descrive, spiega e attribuisce la responsabilità d’insuccessi così come il sistema attribuisce il modo per rimediarvi.

3) Sviluppa Nuove Strategie. Quando incominci a diventare consapevole del tuo stile di risposta agli insuccessi (e le tue abitudini dannose) puoi spostarti verso abitudini più aperte e convenienti:

Ascolta e Comunica. Molti di noi si dimenticano di raccogliere sufficienti feedback ed informazioni prima di reagire, specialmente quando derivano da brutte notizie.

Rifletti sia sulla situazione sia sulle persone.  Siamo bravi a fare supposizioni. Dobbiamo ricordarci che ogni situazione è unica ed ha un contesto.

Pensa prima di agire. Non devi rispondere immediatamente o impulsivamente. Tu puoi sempre sbagliare a causa di una reazione eccessiva in una situazione altamente emotiva.

Impara la lezione. Guarda i dettagli ed il contesto. Crea e testa l’ipotesi sul perché è avvenuto l’insuccesso per prevenirlo per il futuro.

Riprovevole o Lodevole?

Il professor Amy Edmondson dell’Amministrazione di Harward ha creato delle “ragioni che tendono all’insuccesso” nel suo libro “Strategie per imparare dai Fallimenti” (Harward Business Review, April 2011) che si possono sintetizzare così:

  1. Devianza. Una persona sceglie di violare regole e procedure.
  2. Disattenzione. Una persona inavvertitamente si scosta dalle regole.
  3. Mancanza di capacità. Una persona non ha le abilità, le condizioni o la preparazione per eseguire un lavoro.
  4. Processo inadeguato. Persone competenti che aderiscono ad un processo prescritto, ma incompleto e difettoso
  5. Incarico sfidante. Un individuo che fronteggia un compitoche deve essere eseguito sempre in modo affidabile
  6. Complessità del Processo. Un processo composto di molti elementi che collassa quando incontra nuove interazioni.
  7. Incertezza. Mancanza di chiarezza su eventi futuri procura alla gente azioni in apparenza ragionevoli, ma che producono risultati indesiderati.
  8. Ipotesi testate. Un esperimento che porta ad una prova che una idea o un progetto che attualmente è un errore, avrà successo.
  9. Test esplorativo. Un esperimento che conduce a espanderela conoscenza e le indagini possibili che portano a risultati indesiderati.

Notate come queste possibilità evolgono da errori che sono biasimevoli a possibilità che sono lodevoli. Quanti errori sono riprovevoli nel business? Paragona questo come molti errori sono considerati biasimevoli, mentre tu hai una migliore comprensione del perché molti fallimenti non sono considerati tali.

Tutto questo è una grande opportunità da applicare al modo attuale di potenziare i clienti in coaching. Ricorda che non vale solo nel business ma nella loro vita con elasticità per quando affrontano le sfide.

Patrick Williams MCC. BCC