Argomenti dell’articolo “Cuore Italiano”:
La Nazione italiana è nata il 17 Marzo 1861 per opera di molti Italiani evoluti e visionari e il ministro Massimo D’Azeglio in carica e soddisfatto di quel miracolo, disse: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”. Una frase molto appropriata perché l’Italia rappresentava l’unione di molti piccoli stati molto diversi tra loro per storia, cultura, lingua e tradizioni. Come sta succedendo ora in Europa che è l’unione dell’insieme di 27 stati sovrani diversi per storia, cultura, lingua e tradizioni. Per quanto riguarda gli Italiani malgrado le diversità, nel corso del tempo hanno dimostrato che c’è un argomento che li unisce ed è l’emozione forte che scoppia quando un fatto di morte grave, genera uno shock collettivo che sembra annientare le menti e fa nascere una profonda pena, un cordoglio condiviso e una amorevole vicinanza alle persone colpite.
Il cordoglio che unisce gli italiani
In queste tragiche circostanze gli italiani sono uniti. Ricordo solo alcuni fatti gravi avvenuti nel tempo: l’eccidio di 13 ufficiali aviatori italiani in Congo a Kindu nel 1963, l’attentato di Nassiriya in Iraq, i 19 militari italiani morti nel 2003, L’epidemia del covid dal 2020 al 2023. il massacro di giovanissimi, di cui 6 italiani che festeggiavano il capodanno 2025 a Crans-Montana in Svizzera. La Nazione si è fermata attonita nel lutto, condiviso da tutti.
Le vittorie sportive e le passioni comuni
Questi sono fatti tristissimi, ma l’unione emotiva è anche festosa e si è manifestata ad esempio nelle vittorie sportive della coppa del mondo di calcio avvenute in Spagna nel 1982 e in Germania nel 2006, poi ultimamente un fuoriclasse del tennis Jannik Sinner e l’altrettanto brava Jasmine Paolini, amati da tutti gli italiani, hanno fatto diventare lo sport del tennis popolare quanto il calcio. Il popolo italiano è accomunato dalle passioni ed è una cosa bellissima che affratella: si piange insieme e si ride insieme.
Le sfide sociali, il Sud e il futuro dell’Italia
Però fare gli italiani non significava solo emotivamente, ma anche praticamente, per dare loro una vita migliore rispetto a prima, significa un lavoro dignitoso, pagato adeguatamente, una istruzione adeguata alle esigenze delle persone, alla disponibilità dei servizi che diano benessere negli aspetti importanti della vita per tutti. Questo non è un aspetto emotivo che viene da dentro, che metaforicamente parlando viene dal cuore, ma invece viene dal cervello, dal progetto di vita, dalla visione della vita, dalla praticità della vita, purtroppo è ancora lontano per rendere gli italiani affratellati. Le problematiche e i difetti che esistevano nei vari strati sociali prima dell’Italia unita, sono rimasti in tutto o in parte, specialmente negli strati sociali che erano disagiati e che lo sono ancora. Sono stati fatti grandi passi avanti nella tecnologia acquisita, in tutti quei campi in cui occorre genialità, creatività, scolarità specializzata, visione e capacità lavorative, è una caratteristica innata degli italiani in generale. Però a livello istituzionale non hanno corrisposto altrettante evoluzioni. Il Sud Italia, quello conquistato alla causa unitaria da Giuseppe Garibaldi, che presentava i problemi più gravi da risolvere, la precarietà del lavoro, l’insufficienza economica che ha generato vie di fuga non legali, ma facili da attuare e di conseguenza fuga dalla poco attraente scolarità, malgrado il tanto lavoro fatto è ancora rimasto un grosso problema da risolvere, perché le differenze di tradizioni negative sono difficili da estirpare, malgrado il Sud Italia abbia tanto di cultura e storia da valorizzare. Ciò che è duro a sconfiggere è la sfiducia nello stato che all’origine dell’Italia si chiamava brigantaggio, ora ha tre nomi mafia, camorra, ‘ndrangheta, che si sono evolute come forma di pensiero e si sono infiltrate anche nel resto dell’Italia, come cancri mentali che non guariscono. Una Italia ideale, quindi libera da cancri mentali che diventano anche emozionali, comporterebbe l’uniformità del benessere condiviso con le classi più svantaggiate per dar loro la possibilità di scegliere libertà e benessere contro benessere ottenuto con la violenza. Da dove dovrebbe partire questo cambiamento epocale? Da una politica veramente sociale e dalla scuola più organizzata, attraente e capace di dare risposte a tutti, specialmente ai bambini e ai giovani che non hanno una famiglia accudente. Una Nazione davvero unita dovrebbe occuparsi, come in una famiglia, di chi è in difficoltà, di chi ha più bisogno di aiuto, non solo del lavoro, praticando il valore della solidarietà.
L’eredità del Risorgimento e il progresso da compiere
L’Italia unita è stata fatta per merito di italiani istruiti, appartenenti a classi privilegiate ma con mentalità solidali, valori elevati, altruistici e onorevoli, con spirito di sacrificio e visione di un grande futuro. Il Risorgimento è stato un periodo fatto di emozioni, antesignane di quel cuore italiano che ho descritto. Quella fiamma comune si è affievolita con l’andare del tempo, con il sopraggiungere della quotidianità che piano piano ha annebbiato le menti e l’attenzione è stata addormentata dai molti problemi pratici da risolvere, dalla tentazione di trovare vie illegali ma che arricchiscono, dalle difficoltà burocratiche che sfibrano e superano la necessità o la volontà di riuscirci. Quindi l’Italia è uno stato male organizzato per vari motivi che persistono da 164 anni e sono più politici che logici, un discorso lungo che ho solo accennato. L’Italia unita ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali per il grande patrimonio di tutte le sue culture, storie, tradizioni, bellezze, tutti i suoi dialetti sono rimasti, però ha una unica lingua ufficiale, un inno nazionale creato dai padri della patria e una sola bandiera, anche se non è ancora finito il progresso sognato il 17 marzo 1861. Forse 164 anni non sono sufficienti per completare l’opera dei nostri padri che hanno formato l’Italia, forse devono emergere o nascere nuovi italiani o italiane evoluti, visionari e istruiti che sappiano come fare a formare gli italiani. Anche se a causa di grandi emozioni tragiche o esaltanti, gli italiani da sempre sanno come piangere insieme e ridere insieme.
