creatività

Approfondimento sulla creatività

La creatività è il miglior mezzo per rompere gli schemi ed uscire dal vecchio modo di pensare, ristrutturandolo in modo utile.

Il pensiero creativo è legato alle dinamiche affettive, non è in relazione con la mente logica o pensiero razionale.

La caratteristica della creatività è di unire tra loro punti lontani, apparentemente senza nesso logico e diversi, ma con logiche isomorfiche (fenomeno per cui due parti, situazioni o persone che fanno parte di uno stesso sistema, cioè pensiero, idea, possono dare risultati diversi pur essendo analoghi). Questa proprietà è indispensabile per costruire metafore.

Si è creativi quando si è rilassati, ma anche quando si è pressati da un problema, e si è fiduciosi in se stessi.
La creatività ha una sede cerebrale nell’emisfero non dominante, che è molto attivo nei bambini che giocano e si divertono. Nel crescere, l’educazione rigida e cosciente spinge a disattivare questo emisfero per attivare di più l’altro che soprassiede alle regole e al calcolo.

La creatività è governata dall’inconscio, dal lasciarsi andare, dal non analizzare e dal seguire il principio delle associazioni.
L’associazione ideativa è la chiave della soluzione creativa dei problemi.
Lo stimolo ad essere creativi ci fa elaborare il nuovo senza analizzarlo o ristrutturare il vecchio cambiando punto di vista o dando un nuovo significato agli avvenimenti.
Il gioco delle combinazioni è la caratteristica essenziale del pensiero creativo, cioè la capacità di mettere insieme in modo utile idee di solito lontane le une dalle altre.
Il processo creativo non è solo una astrazione mentale, nella realtà è un modo di essere, di manifestare la propria persona attraverso le sue risorse, l’apprendimento, le motivazioni, i legami sociali, le dinamiche affettive.
In questa capacità sono coinvolti i valori della persona ed è importante comprendere che la creatività è una parte importante del processo di cambiamento.

La creatività è stata oggetto di studio da parte di molte scuole di pensiero psicologico e, malgrado gli approcci teorici diversi (psicoanalitico, gestaltico, comportamentista, ecc.), è risultato alla unanimità la precisazione su cosa si debba intendere per creatività. 
Essa ha un elemento caratterizzante rispetto all’intelligenza ed è la produzione del nuovo.

Il soggetto non creativo si limita a registrare gli stimoli con processi induttivi e deduttivi, raggiunge sintesi mentali in cui si equilibrano momenti assimilativi e momenti adattivi di precedenti schemi di pensiero, mentre il soggetto creativo sa introdurre nella sua mappa del mondo elementi nuovi ed originali che nascono sia dal suo modo di essere (filtri genetici – fisiologici), sia dai fatti e circostanze con cui deve rapportarsi (filtri sociali), sia dalle circostanze della sua vita (filtri individuali). 

Studi psicologici hanno accertato che la creatività è parte dell’intelligenza, ma non dipende da essa, poiché persone creative ma non intelligenti arrivano agli stessi risultati di quelle intelligenti ma non creative. Unendo intelligenza e creatività si ottiene un risultato assolutamente esplosivo.
Il recupero e l’inserimento delle persone con deficit intellettivo è sviluppato attraverso la creatività manuale.

Tutte le persone sono creative, ma la differenza tra loro è dovuta al posto in cui mettono la creatività nella propria scala di valori, ed alzandone la posizione gerarchica aumentano le capacità creative. È importante sapere che le persone ritenute creative non hanno più creatività delle altre, solo la utilizzano in modo più concreto, efficace e costante

Gli artisti e chiunque possieda in qualche modo qualsiasi tipo di abilità, sono generalmente considerate persone creative. Per quanto flebili possano essere, gli atti creativi sono patrimonio di tutti. Per qualcuno, gli atti creativi sono ufficialmente apprezzati e riconosciuti, per altri rimangono relegati nell’ambito privato, ma non per questo sono meno importanti, sia teoricamente che praticamente, per i riflessi che hanno sull’equilibrio globale della persona.

La disponibilità alla creazione può essere provocata a manifestarsi mediante adeguati stimoli che inducano ad elaborare risposte non analitiche, ma di produzione di novità. La rarità o la numerosità di questa produzione, formula un criterio di differenziazione di intensità attitudinale creativa.

Sono state fatte molte ricerche da parte di varie scuole di pensiero psicologico, per esempio, da un punto di vista dinamico, la prospettiva psicoanalitica (Freud) spiega la capacità creativa come la disponibilità ad attingere a contenuti inconsci e preconsci particolarmente vivaci e attivi
Secondo Rogers (visione personalistica) la creatività viene considerata come l’espressione del pieno funzionamento del soggetto che abbia realizzato ed attuato una integrazione delle proprie istanze personali. 
Da un punto di vista cognitivo (coloro che si occupano dell’esame fattoriale degli elementi che compongono il pensiero creativo) viene ritenuto essere un modo di organizzare il processo associativo
Per la psicologia della Gestalt, la creatività è un’improvvisa ristrutturazione dei dati problematici (insight).
Per altri analizzano nel pensiero o personalità creativa un insieme di componenti affettive.

Sempre attraverso indagini statistiche è stato accertato che la creatività supplisce ad un eventuale deficit intellettivo e che il processo associativo è alla base del processo creativo.
Ad esempio viene confermato da Einstein che l’associazione ideativa abbia fornito la chiave della soluzione creativa dei problemi; egli afferma che “entità psichiche che sembrano servire come elementi del pensiero sembrano certi segni e certe immagini più o meno chiare che possono essere combinate”. Il gioco delle combinazioni è la caratteristica essenziale del pensiero creativo quindi quale capacità di mettere insieme in modo utile idee di solito lontane l’una dall’altra.

Quanto più sono remoti reciprocamente gli elementi delle nuove combinazioni tanto più creativo è il processo e la soluzione. Gli elementi definitivi sono la NOVITÀ, la RARITÀ e l’UTILITÀ che distingue il pensiero creativo da quello stravagante.

È importante considerare che il processo creativo non è un’astrazione se lo si considera come un fatto mentale, mentre in realtà è un modo di essere di manifestarsi della persona attraverso le sue risorse, l’apprendimento, le motivazioni, legami sociali e dinamiche affettive.

I valori della persona sono coinvolti in questa capacità ed è importante anche considerare che i valori hanno una gerarchia nel diverso modo in cui si distinguono le risposte che le persone danno a determinati stimoli.

Secondo la PNL, è necessario formulare un’integrazione dei vari elementi che compongono il comportamento ed i processi di pensiero filosofici da cui attingiamo derivandone la comprensione di ciò di cui ci siamo occupati, cioè la creatività come parte fondamentale del processo di cambiamento volto alla leadership.